Parrocchia Santa Maria la Croce

Un pò di noi....


La Madonna del Soccorso Patrona della città di Regalbuto. 

La festa si celebra regolarmente l' 8 Settembre, alle volte per motivi Questa festa in dialetto, che si celebra l'8 settembre, viene chiamata "A Madonna a mazza" perché la Madonna tiene in mano una mazza, quale simbolo di allontanamento del male. Questa figura è rappresentata nello stendardo del Comune, in quanto protettrice dello stesso. La vigilia della festa si usa fare un gioco in cui alcuni cavalieri, bardati a festa, devono riuscire a rompere con un pugno un "bummulo" legato al centro di una corda tesa fra due balconi, con dentro una sorpresa che può essere un coniglio, un gallo,....acqua o crusca. E' una festa patrocinata dalla Chiesa di Santa Maria a cui appartiene la statua e si svolge in Piazza Vittorio Veneto. 

FONTE BATTESIMALE.

 La fonte Battesimale con il bassorilievo della sirena, ritrovato nella cripta della chiesa di S. Agostino, la quale ha un'impressionante somiglianza con le sculture ritrovate negli scavi di Efeso. 

ANDREA DEL GUASTO .Nacque ad Enna da Pietro e da Sicilia Xilla il 16 Agosto 1534. Fu battezzato nella parrocchia di San Leonardo e fu educato nei sani principi e nel timore di Dio. Da giovinetto si ritirò nell'eremo di Iudica. In seguito fu desideroso di appartenere ad una famiglia religiosa con regole approvate dalla S.Chiesa e pertanto chiese al Padre Generale degli agostiniani, P. Taddeo, di poter essere accolto nel loro ordine. La richiesta fu accettata e così vestì l'abito agostiniano nel convento di Catania con altri dodici suoi compagni. Emise i voti a Regalbuto l'1 Novembre 1586. Fu Vicario Generale della congregazione agostiniana di Sicilia che lui stesso fondò. Spirò nel convento di Regalbuto il 7 Settembre 1617. Subito dopo la sua morte il Vicario Generale Don Giovanni Battista Paternò, della chiesa catanese, diede via al processo ordinario con la raccolta di testimonianze che attestarono le virtù eroiche.

 La Chiesa  

La Chiesa di Santa Maria La Croce, di origine cinquecentesca ma completamente restaurata nel settecento, e' un edificio che mantiene l'equilibrio, l'armonia e le proporzioni della forma basilicale. L'impianto è a tre navate, a pianta crociata, scandito da dieci pilastri che formano archi a tutto sesto e ne dividono lo spazio in comparti regolari. La luce che si diffonde dal sopraelevato presbiterio da a tutta la costruzione un senso di pesantezza alleggerita però dai bargagli policromi degli stucchi che con tonalità di azzurro oro e bianco segnano ritmicamente l'armonia delle arcate dando all'insieme un imponente effetto plastico spaziale. All'esterno il transetto emerge con uno stacco sulle navate dando un effetto scenografico di imponenza che sovrasta l'ambiente urbano circostante richiamando con variazioni le forme dell'architettura barocca romana. La chiesa dichiarata monumento nazionale, fu gravemente danneggiata dai bombardamenti del '43 che causarono anche danni alle grandi tele della Madonna del Purgatorio e del transito di San Giuseppe recentemente restaurate. Con la ricostruzione furono sostituiti gli altari minori con marmi provenienti dalla chiesa di Sant'Antonio da Padova e da altre chiese. Fu anche cambiata la fonte battesimale con il bassorilievo della sirena ritrovato nella cripta della chiesa di Sant'Agostino, la quale ha un' impressionante somiglianza con le sculture ritrovate negli scavi di Efeso, come a dimostrare l'esistenza di un'eredità che travalica dalla cultura mitologica greca-romana a quella cristiana. 

Santa Maria