La nostra Storia

Tradizioni

La chiesa sorge in una delle aree più centrali di Regalbuto, sulla antica Piazza Santa Croce (oggi Vittorio Veneto), al confine fra l'antico quartiere medievale cristiano (a monte) e quello saraceno (a valle).L'arco maggiore ad unico raggio, fatto di pietra arenaria riccamente scolpita, e altri elementi decorativi tornati alla luce nei crolli e negli scrostamenti causati dai bombardamenti aerei del 1943 e dal restauro degli anni Settanta, fanno dedurre che la sua originaria edificazione (o riedificazione) sembra risalire alla prima metà del XVI secolo. Venne successivamente restaurata con molta probabilità in anni vicini alla ricostruzione di S. Basilio anche se si ritiene che sia stata portata a termine nel 1744. La torre campanaria è rimasta incompleta e si è fermata al piano delle campane.La chiesa fu elevata a suffraganea della parrocchia Matrice nel 1527 dal Vicario Generale di Mons. Scipione Carozolus, vescovo di Catania.Dal punto di vista architettonico la chiesa si sviluppa su un tradizionale impianto basilicale a tre navate. L'interno propone uno spazio articolato da una navata centrale con soffitto a botte lunettata sorretta da una composizione di archi su pilastri e navate minori con coperture a crociera.

Per questa chiesa sarebbe opportuno aprire un capitolo a parte considerando la qualità figurativa del linguaggio adottato sul prospetto oltre che per la moderna composizione dello spazio interno. La facciata si articola di un caratteristico telaio ad ordini sovrapposti di colonne libere binate, e, mediante raccordi, si erge più ristretta la parte superiore. Influssi vari approdano nella città e non soltanto dall'area dell'antica diocesi di Catania, ma anche dalla città di Palermo che sembra aver influito maggiormente sullo sviluppo del prospetto. A Palermo, infatti, allo stesso "modello" espressivo appartengono le chiese di S. Domenico e di S. Francesco Saverio, ma l'esempio più stringente è sicuramente rappresentato dal prospetto della chiesa della Pietà di Giacomo Amato, i cui disegni erano di certo noti grazie alla loro diretta presenza in città, appartenuti a un insigne personaggio di Regalbuto.

La decorazione interna fu portata a termine nel 1805. Gli stucchi sono a disegno geometrico, a festoni e arabeschi fini e delicati. Essi risaltano vivamente con il loro biancore dal fondo oscuro, sulle volte e le pareti, azzurro chiaro nelle absidi e nelle cappelle della crociera.

I bombardamenti del 1943 colpirono ripetutamente la chiesa: andarono distrutti la volta del transetto, la cappella del Sacramento e altri altari, diversi quadri della Via Crucis del Seicento, e furono danneggiati tele e stucchi. Dopo qualche anno la chiesa fu rimessa in efficienza, grazie alla generosità del popolo, ma il restauro complessivo è stato lungo e difficile e si è concluso negli anni Settanta.

La chiesa possiede quadri di un certo valore: S. Francesco di Paola e la Presentazione della Vergine attribuiti al palermitano Giuseppe Velasquez che si sarebbe ritratto in entrambe le scene; il Transito di S. Giuseppe, molto danneggiato dalla guerra; un bel Cristo Crocifisso del tardo Cinquecento; la luminosa Madonna con le Anime purganti, e il S. Michele del 1688.

© 2016 - Parrocchia Santa Maria La Croce - Regalbuto 
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